L'attualità sul soggetto in rss: Kosovo
Kosovo
Solo 50 centesimi e via: in Kosovo prendi il fake taxi!
Una giornata di Febbraio a Pristina. Delle automobili vuote si accostano al marciapiede e i conducenti lanciano segnali in codice con gesti consueti: la polizia non può sapere. Tutti colgono il messaggio, e gli interessati salgono a bordo. La macchina riparte simulando indifferenza. Non è l' ennesima storia a luci rosse made in Est Europe, piuttosto un ombra sulla quotidianità di una capitale europea sempre in bilico tra lecito e illecito. Il Kosovo ci racconta storie di ordinaria illegalità.
Kosovo, sconsigliato ai deboli di cuore!
Il Kosovo è come un buon caffé concentrato: basta berne un sorso per risvegliare tutti e cinque i sensi. In un breve periodo storico la sua gente ha vissuto il comunismo, l’isolamento etnico, la guerra, l’indipendenza sotto tutela straniera e ora uno status politico che non è chiaro a tutti. La sua élite politica continua a essere sospettata di corruzione e attività criminali; la sua popolazione è la più giovane e disoccupata in Europa; la distanza tra i due gruppi etnici – quello albanese e quello serbo – sembra incolmabile e la tensione è sotto il controllo dei soldati europei. Un cocktail letale? Forse sì, forse no: durante quattro giorni un’equipe di cafebabel.com è stata accolta e accompagnata da giovani artisti, studenti, cineasti, impresari e politici, tutti squisitamente gentili. Siamo andati nei bar più moderni di Pristina, nei luoghi dell’infanzia del primo ministro, fino alla frontiera con la Serbia. Ci hanno aiutato a capire che il Kosovo ha il temperamento di un caffè corretto, sconsigliato ai deboli di cuore.
La Serbia e l’Europa: racconto di una rinnovata intesa. E di un passato che non passa…
Entrare nell'Unione Europea non significa negare il sogno di una Serbia fiera e indipendente. E' invece un modo per riaffermare questo orgoglio. Gli estremisti responsabili di eventi come i tumulti nazionalisti durante il Gay Pride di ottobre sono semplicemente opera di una frangia minoritaria che, come in ogni paese, alza la voce quando un futuro incerto indica la necessità di un cambiamento. In altri paesi, i nazionalisti userebbero l’immigrazione o l’economia per giustificare le proprie azioni. In Serbia, invece, usano la storia.
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Serbian psycho: giovani senza futuro tra razzismo, omofobia e violenza
In una città in cui più del 66% degli studenti è costretto ad andare all'estero dopo la laurea, i vuoti discorsi di politici incapaci e corrotti possono diventare un efficace detonatore del malcontento. Questa è Belgrado, capitale di un popolo con il cuore inconciliabilmente diviso tra Russia e Unione Europea, dove la violenza invade gli stadi, le strade e l'immaginario degli intellettuali. E la politica, invece di prevenire, cura con la forza fungendo da cassa di risonanza. Reportage.
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In Europa la corruzione lede la libertà di stampa
«Liberi», «parzialmente liberi», «non liberi». E' così che l'ONG americana Freedom House classifica gli Stati sulla base del loro rispetto per la libertà di stampa. Nel 2010, possiamo dividere l'Europa in altrettante categorie: l'Europa occidentale, l'esempio modello, seguita dall'Europa centrale; l'Europa orientale invece rappresenta il cancro della libertà di stampa. Ma attenzione gente, perché la tendenza sta per invertirsi.
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Kosovo: cinque stereotipi da demolire
Il 17 febbraio, il più giovane paese europeo celebra il suo secondo anniversario. Probabilmente molte persone non sono ancora capaci di trovare il Kosovo su una mappa. Leggiamo costantemente articoli sui suoi soldati, sul crimine organizzato e le richieste per i visti. Due coinquilini di Pristina – un kosovaro e un tedesco – condividono con noi le loro osservazioni comuni ed anche quelle più sorprendenti.
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Vjollca Kopsaj: «Per far sì di essere pubblicati, gli scrittori kosovari dovrebbero frequentare i caffè»
Ho incontrato questa scrittrice verso la fine del 2007, quattro mesi prima che il Kosovo dichiarasse la propria indipendenza dalla Serbia. Vjollca ha trentatré anni e lavora nella logistica dell’Osce. Quella che può sembrare una comune ragazza bionda, con gli occhiali, lavoratrice e madre di due figli, è anche una delle poetesse più giovani conosciute in Kosovo.
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Sali Berisha: «Le elezioni in Albania saranno libere e giuste»
Il Primo Ministro albanese, il conservatore Sali Berisha, 64 anni, ha appena annunciato alla Presidenza ceca della Ue la richiesta di adesione dell’Albania all’Ue. A Varsavia, un Sali Berisha in piena forma ci parla di elezioni, Internet ed Europa nel bel mezzo del congresso del Partito Popolare europeo. L’Albania è uno dei suoi sei membri non comunitari.
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Balkans’ not dead: cristiani e musulmani si incontrano in Macedonia
Da Parigi a Skopje, passando per Pristina, il teatro dell’Oppresso mette in scena uno spettacolo dove musulmani e cristiani macedoni tentano di comprendersi. Nozze di sangue per la rivisitazione di un grande classico della letteratura balcanica.
Peacekeepin in Kosovo: perché la scelta dell’esercito?
Tomi, finlandese ventiquattrenne, spiritoso e ovviamente biondo, parla volentieri dei suoi sei mesi in Kosovo come volontario nella missione di peacekeeping Nato-Onu. Insieme ad altri centocinque giovani connazionali, fra cui quattro ragazze, è partito per la regione balcanica, ancora sotto amministrazione Onu.
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E il Kosovo festeggia il primo anniversario
A un anno dalla proclamazione unilaterale d’indipendenza del Kosovo lo Statuto di Pristina, benché riconosciuto da molti stati, resta appeso alla Corte di Giustizia internazionale. E, mentre la Serbia medita di entrare nell’Ue, pare non abbia rinunciato a riprendersi l’ex provincia
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Il 2008 secondo noi
L’Europa del 1968 compie quarant’anni e, mentre Cohn-Bendit dice che è il tempo delle rivolte è finito, la Grecia si sta svegliando. La guerra, invece, è presente nel 2008 con le bombe scoppiate tra Russia e Georgia. La questione del Kosovo ha riacceso le polemiche in un’Unione che non ha passato lo sbarramento del «No» irlandese in giugno. Un anno non troppo glorioso che si è concluso con le minacce di morte a Roberto Saviano: ciononostante Gomorra è stato scelto come miglior film europeo. Una speranza, forse, nel nuovo Presidente degli Stati Uniti. Il 2008 visto da cafebabel.com.
- Leggi lo speciale Il 2008 secondo noi
- Europei 2008: la Spagna campione
- Roberto Saviano: «La Camorra? Un problema europeo»
- L’Irlanda del «no» nella voce della gente
- Una spiegazione della crisi economica del 2008
- Kosovo: l'indipendenza mutilata. Si apre il dibattito
- Cohn-Bendit 40 anni dopo: «Il Sessantotto? Bello ma ora basta»
- Giulietto Chiesa e la Georgia: «Europa imprudente»
- Barak Obama: arte e moda tra Parigi e Barcellona
Macedonia e Montenegro di fronte all’indipendenza del Kosovo
Il 9 ottobre anche Macedonia e Montenegro hanno riconosciuto l’indipendenza dell’ex provincia serba. Manifestazioni e reazioni delle minoranze serbe e albanesi.
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L’indipendenza del Kosovo: illegale e sbagliata
Dopo qualche mese dall’indipendenza del Kosovo la decisione, erronea e fuori legge, verrà sottomessa al Tribunale Internazionale dell’Aja. Un’operazione pilotata dagli Stati Uniti che porterà ad un’ondata di nazionalismo. Un'opinione.
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Le novità discografiche di ottobre
I Keane dall’Inghilterra, l’Antewerp Gipsy-Ska Orkestra da Anversa e sound norvegese con Katharina Nuttall: l’agenda musicale dell’autunno.
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Viaggio in Serbia: tra disillusione e nostalgia
Sentendosi solo come una generazione di transizione, i giovani serbi non s’interessano alla politica. Eppure nei bar e nei ristoranti, le discussioni sono animate. Principale argomento di scontento: il Kosovo. Il terzo appuntamento del nostro viaggio sulla via serba.
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Karadžić val bene l’Europa?
Radovan Karadžić, uno dei maggiori criminali di guerra dell’ex-Jugoslavia è stato arrestato il 21 luglio. L’uomo, responsabile dell’Assedio di Sarajevo e del massacro di Srebrenica, insieme al generale Ratko Mladić, fa discutere sul ruolo del Tribunale dell’Aja e sulla posizione della Serbia in Europa.
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Exit (Milosevic) festival
La caduta di Milosevic, la guerra della Nato e l’indipendenza del Kosovo. Dal 2000 un festival musicale è il simbolo della rinascita di una nazione. La testimonianza di una serba a pochi giorni dall’edizione del 2008, dal 10 al 13 luglio.
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La discriminazione (edilizia) in Ungheria
«Animali e persone di colore non accettati». A Budapest è facile, cercando una casa, capitare su un annuncio come questo. L’esperienza di un profugo kosovaro.
